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Il 21 luglio, con un seminario su sostenibilità del welfare, conflitto generazionale e spesa sanitaria, il centro di ricerca economica CERM e il sito di informazione economica Crusoe hanno avviato la loro attività in comune.

Animate da Alfredo Macchiati, Mauro Marè, Fabio Pammolli e Paolo Reboani le due strutture sono accomunate da alcune Idee guida: in primo luogo, l’attenzione per la politica economica e la regolazione dei mercati, in un momento storico nel quale particolarmente viva è la difficoltà di trovare un equilibrio tra Stato e Mercato; in secondo luogo, l’importanza delle istituzioni quali elementi chiave per la competitività e per lo sviluppo dell’economia e della società; in terzo luogo, la convinzione che il welfare sia lo snodo per la coesione sociale e la crescita del Paese che deve dotarsi di politiche nuove, più coraggiose. Infine la passione per l’Europa, non quella delle burocrazie, ma l’Europa che pure esiste, che non ha paura di competere e d’innovare e che deve essere nuovamente il luogo dell’innovazione e dello sviluppo.

Nel corso del seminario sono state discusse le relazioni di Mauro Marè e Fabio Pammolli.

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Citazione: Mauro Marè, Fabio Pammolli



Che cosa sarebbe accaduto se nel 2009 il Fsn fosse stato ripartito integralmente a quota capitaria ponderata? Pammolli e Salerno propongono questi calcoli, considerando come pesi di ponderazione i valori desumibili dai profili di spesa per fascia di età utilizzati dalla Ragioneria Generale e dall’Ecofin. Inoltre, quale distribuzione regionale delle risorse future emergerebbe se la quota capitaria ponderata fosse applicata alle proiezioni di spesa sanitaria (acuta e lungodegenza) riportate nel Programma di Stabilità dell’Italia? Lo rivelano i numeri di un esercizio di simulazione al 2015 e al 2050, che contiene anche una ipotesi di gestione della fase di transizione. La quota capitaria pondera dimostra la sua capacità di perseguire, con regole semplici e trasparenti, finalità di redistribuzione territoriale. Per quanto riguarda, infine, il lato del reperimento delle risorse, si propone l’applicazione del principio di ugual sacrificio proporzionale sui Pil regionali.

Citazione: Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno



In tutti i Paesi ad economia e welfare sviluppati, la spesa sanitaria è, tra le voci di spesa sociale, quella che nelle prossime decadi farà registrare la crescita più intensa in termini di PIL, e soprattutto più soggetta ad alea per la presenza di fattori – lato offerta e lato domanda –il cui impatto è difficilmente quantificabile. La possibilità che, senza interventi di policy, l’incidenza sul PIL al 2050 arrivi a più che raddoppiarsi è segnalata dal differenziale positivo che, storicamente, i tassi di crescita della spesa hanno fatto registrare rispetto al tasso di crescita del PIL. A questo si aggiungono le difficoltà che stanno sperimentando tutti i Programmi di Stabilità europei – in particolare quello italiano – quando registrano nel breve periodo incrementi inattesi di ordine di grandezza significativi rispetto agli incrementi proiettati a cinquant’anni. Di fronte a queste proiezioni, la stabilizzazione della spesa pubblica sul PIL ai livelli correnti implica riduzioni significative della copertura pubblica, con conseguente implicito affidamento della domanda al finanziamento privato: per l’Italia, il coverage del SSN è proiettato in riduzione dall’attuale 75% a meno del 50% nel 2050. In questo scenario si rende indispensabile definire una governance in grado di combinare, sulla base di scelte positive, l’obiettivo della stabilità finanziaria con quello dell’adeguatezza/equità delle prestazioni. Tre i grandi snodi di policy: (a) la riorganizzazione federalista dello Stato; (b) il rinnovamento degli strumenti di regolazione lato offerta e domanda, parte del più generale coordinamento di policy tra Stato e Regioni; (c) lo sviluppo dei pilastri privati complementari supportati da agevolazioni fiscali, come tassello di un sistema in grado di rispondere meglio al processo di invecchiamento della popolazione e alla continua crescita della domanda di prestazioni innovative sul piano scientifico-tecnologico. Pammolli e Salerno discutono questi tre grandi temi, evidenziandone le interconnessioni.

Citazione: Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno