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        <title>Cerm news</title>
        <description>Novità dal sito del Cerm</description>
        <link>http://www.cermlab.it/</link>
        <lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 03:08:25 +0100</lastBuildDate>
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            <title>logo</title>
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            <description>Feed offerte da cermlab.it. Visita il sito.</description>
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            <title>La sanità in Italia</title>
            <link>http://www.cermlab.it</link>
            <description><![CDATA[<br />All'interno della collana Rapporti &egrave; disponibile il Rapporto CERM n. 1-2008.&nbsp;Presentato in occasione di un seminario organizzato dall'AREL a fine 2007, sar&agrave; presto disponibile nella versione a stampa per i tipi della collana AREL - Il Mulino, con una Premessa a firma dell'On. Enrico Letta, Segretario Generale dell'AREL.<br /><br /><br /><a href="/pub/group/r/item/95">La sanit&agrave; in Italia - tra federalismo, regolazione dei mercati e sostenibilit&agrave; delle finanze pubbliche<br /></a><br /><a href="/_documents/QuadernoCERM2-06.pdf">Sullo stesso tema, <em>cfr.</em> anche&nbsp; ...</a>]]></description>
            <author>cermlab@cermlab.it</author>
            <pubDate>Wed, 07 May 2008 22:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Requisiti anagrafici di accesso ai benefici differenziati tra pilastro pubblico e pilastro ...</title>
            <link>http://www.cermlab.it/oped/topic/1/item/7558723549</link>
            <description><![CDATA[Insieme ad una riforma che sposti in avanti la finestra anagrafica di pensionamento dal pilastro pubblico, &egrave; utile prevedere il disaccoppiamento dei requisiti di pensionamento tra pilastro pubblico e pilastro privato. In questo modo, chi sentisse l'esigenza di smettere di lavorare o di passare a formule part-time in attesa di raggiungere la finestra anagrafica, potrebbe contare sulla rendita e sul capitale fruibili dal pilastro privato. Un modo per tutelare le scelte individuali e dare organicit&agrave; al sistema multipilastro, senza rinunciare alla riforma delle pensioni e a ...]]></description>
            <author>cermlab@cermlab.it</author>
            <pubDate>Tue, 23 Jun 2009 22:00:00 +0100</pubDate>
            <guid>http://www.cermlab.it/oped/topic/1/item/7558723549</guid>
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            <title>Cuneo contributivo e contrattazione rigida del lavoro: quanto ci son costate e quanto peseranno ...</title>
            <link>http://www.cermlab.it/oped/topic/1/item/7558723548</link>
            <description><![CDATA[Ha destato stupore che il &rdquo;Taxing wages - 2008&rdquo; dell&rsquo;Ocse posizioni l&rsquo;Italia sotto Grecia e Spagna per quanto riguarda i redditi netti da lavoro dipendente. In realt&agrave;, si tratta di un posizionamento che va al di l&agrave; del confronto con Grecia e Spagna, se si pensa che l&rsquo;Italia mostra livelli di costo del lavoro e di retribuzione netta significativamente inferiori rispetto alle medie Ocse e UE (sia per single che per sposati e con carichi familiari). Nel panorama internazionale, l&rsquo;Italia si distingue per una combinazione quasi unica: basso costo ...]]></description>
            <author>cermlab@cermlab.it</author>
            <pubDate>Sun, 24 May 2009 22:00:00 +0100</pubDate>
            <guid>http://www.cermlab.it/oped/topic/1/item/7558723548</guid>
        </item>
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            <title>Alla ricerca di standard per la sanità federalista - Una proposta per l'attuazione della Legge ...</title>
            <link>http://www.cermlab.it/pub/group/n/item/110</link>
            <description><![CDATA[La Legge n. 42-2009 richiede che il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria avvenga con riferimento a benchmark di costo e di fabbisogno.

Sono emerse, ormai da tempo, due “scuole di pensiero”: quella che punta alla determinazione di standard il più possibile a livello di singola prestazione; e quella che vede necessario distinguere gli standard da adottare nei rapporti Stato-Regione, da quelli cui ogni Regione può affidarsi nei rapporti con le sue Asl e le sue Ao.

Lo studio Cerm di Pammolli e Salerno propone una serie di argomentazioni a favore di questa seconda soluzione.

Per i rapporti Stato-Regioni, gli autori suggeriscono una applicazione completa della quota capitaria ponderata per ripartire tutte le risorse del Fsn (parte corrente e parte capitale).

A valle della suddivisione del Fsn, le Regioni potranno utilmente sviluppare sistemi di benchmarking da cui far scaturire anche standard puntuali con funzione di tariffa a livello di singola prestazione.

Programmazione macro tra Stato e Regioni, e microfondazione della governance all’interno della Regione e a cura della stessa Regione.]]></description>
            <author>cermlab@cermlab.it</author>
            <pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
            <guid>http://www.cermlab.it/pub/group/n/item/110</guid>
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            <title>Crescita, occupazione e sostenibilità - Il ruolo delle infrastrutture digitali</title>
            <link>http://www.cermlab.it/pub/group/r/item/108</link>
            <description><![CDATA[Il potenziamento delle infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese rappresenta un obiettivo prioritario di politica economica per sostenere l'occupazione, innalzare la produttività del sistema produttivo e l'efficienza dei servizi pubblici e privati. Se il rilancio dello sviluppo delle infrastrutture fisiche rappresenta un fronte di intervento consolidato, la lettura comparata dei piani approvati negli Stati Uniti dall'amministrazione Roosevelt nel 1935 e da Obama nel febbraio di quest'anno rivela un mutamento di prospettiva, a favore di una crescente digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi di pubblica utilità. ]]></description>
            <author>cermlab@cermlab.it</author>
            <pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
            <guid>http://www.cermlab.it/pub/group/r/item/108</guid>
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            <title>I servizi pubblici locali all’indomani del decreto “Ronchi” - Spunti di riflessione tra aspetti ...</title>
            <link>http://www.cermlab.it/pub/group/n/item/107</link>
            <description><![CDATA[Del Decreto Legge n. 135-2009 (cosiddetto “Ronchi”) questa Nota traccia sia gli aspetti positivi sia quelli meno soddisfacenti e critici.
In sintesi, il valore del decreto è soprattutto nell’approccio “laico” con cui stabilisce che l’affido della gestione dei Spl deve avvenire tramite gara conforme ai principi del Trattato CE, ma lasciando praticabili sia l’affido diretto a società mista con socio privato operativo e selezionato tramite asta, sia l’affido in-house a società a capitale totalmente pubblico ma previa dimostrazione che questa scelta sia vantaggiosa. L’approccio “laico” si apprezza anche quando è ribadita la proprietà pubblica delle reti (il nocciolo del monopolio naturale) e la proprietà pubblica dell’acqua (bene essenziale e scarso). Sono poste, così, le basi affinché della gestione venga incaricato sempre il soggetto più capace, indipendentemente che abbia natura privata, mista o pubblica. Da apprezzare anche che vengano individuate precise scadenze per la transizione verso questo modello a regime.
Le deleghe per l’attuazione, rivolte a Governo (Ministero per i Rapporti con le Regioni), Conferenza Unificata e Commissioni parlamentari, toccano tutti i punti più importanti, e sarà questo il vero banco di prova della riforma dei Spl. Proprio in questa prospettiva, è utile evidenziare anche gli aspetti trascurati dal decreto, così come altri snodi legislativi e di policy che, direttamente o indirettamente, incidono sulla riorganizzazione del comparto.
Restano sottovalutati i ruoli attribuibili sia all’Agcm che alla Corte dei Conti. L’Agcm dovrebbe poter avere maggior peso nelle scelte riguardanti l’affido in-house, il dimensionamento dei bacini, l’accorpamento di servizi a domanda debole con servizi redditizi, la vantaggiosità degli affidi multipli. Gli uffici territoriali della Corte dei Conti potrebbero, dal canto loro, essere impiegati e valorizzati nell’espletamento delle gare, come Istituzione super partes. Ma queste scelte potrebbero variare a seconda che venga o meno istituita una Autorità dei Spl, oppure che sui Spl vengano espanse le competenze dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Su quest’ultimo punto, il decreto non si esprime.
La separazione tra regolatore e gestore è uno dei punti di delega alla decretazione attuativa, ma si sottovaluta che anche nella fase di espletamento delle gare e di risoluzione stragiudiziale delle controversie si sentirà l’esigenza della presenza di soggetti tecnicamente qualificati, super-partes e, nel giurì, anche di rappresentanza delle organizzazioni dei cittadini-fruitori (potrebbe essere la via più naturale per far funzionare una class action).
Non sono, per adesso, colte le tante interconnessioni con la Legge n. 42-2009 sul federalismo fiscale, con il Codice delle Autonomie (in fieri), e con il Ddl sulla riforma della legge di bilancio e della legge finanziaria (attualmente in seconda lettura alla Camera).
Resta, infine, eluso il tema della governance societaria, che non compare neppure nella lista delle deleghe ai decreti attuativi. Eppure, alcune innovazioni apportate dall’ultima riforma del diritto societario potrebbero trovare applicazioni molto utili in un comparto complesso come quello dei Spl, dove la gestione deve contemperare interessi di vari soggetti, volgendoli al meglio. In particolare, il riferimento va al modello di governance cosiddetto duale, che prevede la presenza di un Consiglio di Sorveglianza con funzioni di “filtro” tra L’Assemblea dei Soci e il Consiglio di Gestione .
Alla luce di tutto quanto, la strada per la riorganizzazione dei Spl appare ancora lunga e con tanti snodi giuridici e tecnici da risolvere. Sulla strada segnata dal decreto “Ronchi” bisogna continuare, per dare corpo in tempi rapidi all’impalcatura regolamentare, ovviando anche agli aspetti, non di secondaria importanza, trascurati dallo stesso “Ronchi”.]]></description>
            <author>cermlab@cermlab.it</author>
            <pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
            <guid>http://www.cermlab.it/pub/group/n/item/107</guid>
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