Il decreto sulla determinazione dei fabbisogni standard compie una scelta precisa, quella di adottare una prospettiva top-down, in cui il confronto politico (tra partiti, tra Stato e Regioni, etc.) si svolge all’inizio e, definite le risorse da dedicare ai Lea sanitari su scala nazionale, non ricompare più per ricontrattazioni e aggiustamenti. Se questa scelta sarà confermata e applicata in toto, sarà superata la sindrome dei soft budget constraint e dei ripiani generalizzati a piè di lista. Il decreto supera anche il finanziamento a costo storico, introducendo la misura di efficienza relativa dei fabbisogni riconoscibili alle Regioni, e derivandola dal benchmarking rispetto alle Regioni più virtuose. Assieme, le due innovazioni – top-down e benchmarking – comportano che, per data programmazione del Fsn, la sua suddivisione in quote regionali debba avvenire secondo regole codificate e stabili, che tengano conto del fabbisogno sanitario relativo tra individui appartenenti a diverse fasce di età, valutato in condizioni di efficienza.