| | | | | |

Rapporti

Home  »  Pubblicazioni  »  Rapporti




I Rapporti costituiscono un momento di sistematizzazione lineare e organica di riflessioni, letteratura, dati, valutazioni, informazioni. Possono avere anche taglio monotematico, presentandosi come monografie (su progetti di riforma, settori, capitoli di spesa, etc.). Essi aspirano a valorizzare inquadramento giuridico e normativo, analisi delle Istituzioni, riferimenti teorici, quantificazioni, all'interno di una impostazione di respiro più ampio di quello colto da Editoriali e Note e, nel contempo, maggiormente descrittiva e divulgativa rispetto ai Quaderni. Rimane prioritaria la finalizzazione sul piano di policy, con l'ultimo capitolo dei Rapporti sempre dedicato a sintetizzare l'evidenza emersa e i suggerimenti per il Legislatore.
Rapporto CERM n. 2-2009, di Fabio Pammolli, Massimo Riccaboni
12/2009
PDF, 1.0 Mb
Il potenziamento delle infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese rappresenta un obiettivo prioritario di politica economica per sostenere l'occupazione, innalzare la produttività del sistema produttivo e l'efficienza dei servizi pubblici e privati. Se il rilancio dello sviluppo delle infrastrutture fisiche rappresenta un fronte di intervento consolidato, la lettura comparata dei piani approvati negli Stati Uniti dall'amministrazione Roosevelt nel 1935 e da Obama nel febbraio di quest'anno rivela un mutamento di prospettiva, a favore di una crescente digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi di pubblica utilità.



Rapporto CERM n. 1-2009, di Fabio Pammolli, Massimo Riccaboni, Laura Magazzini
03/2009
PDF, 4.1 Mb
Le malattie rare, che colpiscono pochi pazienti nei Paesi sviluppati nonché quelle dimenticate del Terzo Mondo, rappresentano la nuova frontiera della ricerca biomedica, una delle sfide più pressanti alla globalizzazione dei diritti dei malati, e anche un’importante occasione di crescita economica e di sviluppo industriale per l’Italia. Lo afferma uno studio del Cerm elaborato da Fabio Pammolli, il direttore del centro studi, Massimo Riccaboni e Laura Magazzini. La nostra cultura troppo spesso ci porta a scorrere le classifiche dall’alto: i libri più letti, i prodotti più venduti, i siti più vistitati, e sempre si ignora la coda della classifica pensando che sia popolata da pochi e quindi trascurabili casi. Ancor più grave è che siano ricercatori e imprenditori ad attenersi a questa regola. Il Cerm stima che 5 nuove malattie rare sono scoperte e descritte ogni settimana, e che ad oggi se ne conoscono oltre 9.000 in tutto il mondo. Sebbene considerate singolarmente le malattie rare in Europa colpiscano meno di 5 individui su 10.000, nel loro complesso esse riguardano 30 milioni di Europei e 3 milioni di Italiani, con un’incidenza sul 3-4 percento sulle nascite. Le malattie rare colpiscono per il 70 percento bambini, che nel 30 percento dei casi muoiono prima del compimento del quinto anno di età. Saper leggere le classifiche dal fondo, in un Paese in cui piccola scala e solidarietà sanno convivere, può rivelarsi una virtù, soprattutto nelle fasi di crisi economica. Occorre sostenere la ricerca che fa impresa lontano dai riflettori, per la lunga coda dei bisogni rari.



Rapporto CERM n. 2-2008, di Fabio Pammolli, Roberto Cicciomessere, Nicola C. Salerno
10/2008
PDF, 804.5 Kb
Questo documento inaugura una nuova serie CERM dedicata all’analisi delle statistiche più significative per analizzare lo sviluppo territoriale e regionale in Italia.
La nuova serie si propone di elaborare e selezionare gruppi ristretti e significativi di statistiche che permettano di avere un quadro di insieme delle dinamiche di macroaree, Regioni, Enti Locali, oppure di fare il punto su uno specifico aspetto dell’economia e della società nelle diverse aree geografiche (infrastrutturazione, capitale umano, flussi migratori e integrazione, posizionamento nell’export, finanza pubblica, servizi e prestazioni sociali, efficienza della PA, etc.).
L’obiettivo è quello di una “guida rapida” per focalizzare gli aspetti salienti e determinanti e i loro cambiamenti. In questa prospettiva, i baedeker intendono essere anche degli osservatorî, di facile fruibilità, degli effetti delle riforme sulle dinamiche e sulle perfomance dei sistemi socio-economici delle diverse aree del Paese.
Il riferimento va non solo alla riforma federalista in fieri, ma anche alle riforme strutturali Paese (mercati, lavoro, welfare, istruzione, PA e servizi pubblici locali, etc.).
L’organizzazione dei documenti è pensata di conseguenza: pochi capitoli agili nel contenuto e nella forma; ciascun capitolo che si chiude con un main point; i main point, ripresentati anche nel sommario iniziale, che condensano l’informazione più utile per le valutazioni di policy.


----------


Il primo baedeker è dedicato alla condizione del Mezzogiorno d’Italia. Alla vigilia della riforma federalista, avere chiara la percezione del divario territoriale tra il Mezzogiorno e le altre aree del Paese è doppiamente importante: per comprendere le potenzialità della svolta federalista, dopo i risultati fallimentari della lunga fase degli interventi straordinari e della più recente Nuova Programmazione Regionale; ma anche per poter considerare le condizioni di contesto in cui la svolta si deve compiere, e i vincoli che ne conseguono .

Su questa linea, i primi due capitoli del baedeker ripercorrono i dati fondamentali dell’economia del Mezzogiorno in rapporto alle performance del Nord, del Centro e dell’Europa: PIL, PIL pro-capite, produttività a livello aggregato e produttività nelle imprese.
Il terzo e il quarto capitolo contengono dati di sintesi del mercato del lavoro, sempre in prospettiva di comparazione territoriale: tassi di partecipazione, disoccupazione e occupazione; tassi di irregolarità contrattuale; costo del lavoro e retribuzioni lorde.
Il quinto capitolo è dedicato al capitale umano, sia livelli che differenziali rispetto al Centro-Nord: persone con laurea; livello di istruzione degli occupati; attese retributive, salario di riserva e tasso di occupazione dei laureati; mismatching tra offerta e domanda di lavoro.
Il sesto capitolo riporta gli elementi più rilevanti dello scenario demografico, sia a livello Paese che per area geografica, con le nuove emigrazioni dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord.
Il settimo capitolo porta all’attenzione alcuni indicatori di dotazione infrastrutturale e di diffusione dell’innovazione e della conoscenza, mantenendo la prospettiva di comparazione rispetto al Centro-Nord e, laddove possibile, all’Europa.
L’ottavo capitolo introduce una dimensione diversa e , per molti versi, innovativa nel dibattito sul Mezzogiorno: i “Mezzogiorno”, ovvero l’eterogenità provinciale interna alle Regioni, che non solo risulta altrettanto ampia che al Centro-Nord, ma getta luce su realtà locali che negli ultimi anni sono riuscite a imboccare concreti percorsi di sviluppo.

Dal baedeker emerge, come si riepiloga nel capitolo nono, una realtà difficile, con il Mezzogiorno staccato sia dal resto del Paese che dall’Europa, e con l’evidenza del fallimento delle politiche di sviluppo e convergenza sinora promosse. Ma su un quadro di sfondo di segno negativo, negli anni più recenti è cresciuta la variabilità dei sentieri di sviluppo delle diverse aree territoriali del Mezzogiorno. Su questa capacità di differenziazione dovrebbe tentare di far leva il rinnovamento delle politiche economiche e degli strumenti operativi per lo sviluppo. Si dovrebbe cercare di far sì che questa stessa capacità di differenziazione trovi nel federalismo un denotare in positivo.

Ogni capitolo si chiude con un main point che ne condensa l’informazione più utile per le valutazioni di policy.

Il Rapporto è realizzato grazie anche al contributo della "Fondazione Monte dei Paschi di Siena"



Rapporto CERM n. 1-2008, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno
05/2008
PDF, 1.2 Mb
In tutti i Paesi ad economia e welfare sviluppati, la spesa sanitaria è, tra le voci di spesa sociale, quella che nelle prossime decadi farà registrare la crescita più intensa in termini di PIL, e soprattutto più soggetta ad alea per la presenza di fattori - lato offerta e lato domanda -- il cui impatto è difficilmente quantificabile. La possibilità che, senza interventi di policy, l’incidenza sul PIL al 2050 arrivi a più che raddoppiarsi è segnalata dal differenziale positivo che, storicamente, i tassi di crescita della spesa hanno fatto registrare rispetto al tasso di crescita del PIL. A questo si aggiungono le difficoltà che stanno sperimentando tutti i Programmi di Stabilità europei - in particolare quello italiano - quando registrano nel breve periodo incrementi inattesi di ordine di grandezza significativi rispetto agli incrementi proiettati a cinquant’anni. Di fronte a queste proiezioni, la stabilizzazione della spesa pubblica sul PIL ai livelli correnti implica riduzioni significative della copertura pubblica, con conseguente implicito affidamento della domanda al finanziamento privato: per l’Italia, il coverage del SSN è proiettato in riduzione dall’attuale 75% a meno del 50% nel 2050. In questo scenario si rende indispensabile definire una governance in grado di combinare, sulla base di scelte positive, l’obiettivo della stabilità finanziaria con quello dell’adeguatezza/equità delle prestazioni. Tre i grandi snodi di policy: (a) la riorganizzazione federalista dello Stato; (b) il rinnovamento degli strumenti di regolazione lato offerta e domanda, parte del più generale coordinamento di policy tra Stato e Regioni; (c) lo sviluppo dei pilastri privati complementari supportati da agevolazioni fiscali, come tassello di un sistema in grado di rispondere meglio al processo di invecchiamento della popolazione e alla continua crescita della domanda di prestazioni innovative sul piano scientifico-tecnologico. Pammolli e Salerno discutono questi tre grandi temi, evidenziandone le interconnessioni.



Rapporto CERM n. 1-2005, di Fabio Pammolli, Massimo Riccaboni, Claudia Oglialoro, Laura Magazzini, Gianluca Baio, Nicola C. Salerno
07/2005
PDF, 2.3 Mb
Rapporto preparato per DG Enterprise della Commissione Europea






CERM - Via Salaria, 422 - 00199 Roma - Italy | Tel.: 348 - 81.20.691 | ©® CERM 2004-2012
E-mail: cermlab@cermlab.it | Web: www.cermlab.it | Follow us on: