I Quaderni sono contributi di carattere analitico, con un grado di approfondimento scientifico superiore a quello delle Note. Di lunghezza variabile (normalmente 30-60 cartelle), costituiscono la collana di impostazione maggiormente accademica (per questo aperti, in prospettiva, ad accogliere anche contributi esterni provenienti da università ed altri centri di ricerca). Essi tentano di coniugare assieme analisi teorica, descrizione ampia e diffusa della cornice normativa e regolamentare, benchmarking internazionale e formulazione di compiute proposte di policy (che possono anche prendere la forma di articolati di legge). I Quaderni prendono spunto anche dalle tematiche affrontate in una o più Note, rispetto alle quali si presentano come momento di ulteriore riflessione e di quantificazione, anche con l'ausilio di modellistica sviluppata internamente.
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Quaderno CERM n. 1-2008, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno 07/2008 PDF, 1,003.2 Kb Da strategie unilaterali di politica monetaria non potrà derivare nulla di positivo per nessuno dei game player. Anche considerando progressi dell’Europa nelle politiche per la crescita, se la forza dell’Euro non si collocherà presto in un progetto di nuovo ordine monetario globale, è difficile immaginare che la politica monetaria della BCE possa ignorare le strategie opportunistiche, a danno dell’Europa, con cui sia Stati Uniti che Paesi emergenti tenteranno di sfruttare l’esistenza di una moneta internazionale così forte e così ben difesa. Dal canto loro, per portare a compimento il soft landing (il riaggiustamento, senza troppo forti discontinuità, dei loro conti interni ed esterni), gli Stati Uniti hanno necessità che l’Euro si affianchi al Dollaro come valuta piolo su scala mondiale; ma proprio a questo fine hanno anche necessità di un’Europa che non si “dissangui” dietro l’Euro, perché alla fine la forza della moneta la fa il Paese che la emette, e un’Europa in buona salute è importante anche per bilanciare i nuovi equilibri politici che si stanno determinando con l’avanzamento dei newcomer (soprattutto Cina e India). Per non dire che un Dollaro che continua ad indebolirsi, assieme alla spinta al riaggiustamento dei conti USA, porta anche inflazione e instabilità finanziaria. Per quanto riguarda i newcomer, se l’obiettivo è quello, incontestabile, di entrare nel circuito dello sviluppo e del benessere per tutti i cittadini, la via non può essere quella di politiche aggressive e di spregiudicate movimentazioni valutarie, che si ritorcerebbero contro nella forma di risposte protezionistiche (anche sul fronte della delocalizzazione di unità produttive), instabilità monetaria e finanziaria, razionamenti/blocchi nell’export di beni/servizi/knowhow sui quali non sono, e difficilmente hanno possibilità di divenire in un prossimo futuro, autarchici.
È interesse di tutti lavorare ad un nuovo ordine monetario mondiale.
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