I Quaderni sono contributi di carattere analitico, con un grado di approfondimento scientifico superiore a quello delle Note. Di lunghezza variabile (normalmente 30-60 cartelle), costituiscono la collana di impostazione maggiormente accademica (per questo aperti, in prospettiva, ad accogliere anche contributi esterni provenienti da università ed altri centri di ricerca). Essi tentano di coniugare assieme analisi teorica, descrizione ampia e diffusa della cornice normativa e regolamentare, benchmarking internazionale e formulazione di compiute proposte di policy (che possono anche prendere la forma di articolati di legge). I Quaderni prendono spunto anche dalle tematiche affrontate in una o più Note, rispetto alle quali si presentano come momento di ulteriore riflessione e di quantificazione, anche con l'ausilio di modellistica sviluppata internamente.
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Quaderno CERM n. 3-2007, di Fabio Pammolli, Chiara Bonassi, Laura Magazzini, Massimo Riccaboni, Nicola C. Salerno 10/2007 PDF, 858.9 Kb Si presenta la prima versione di FarmaRegio, modello econometrico per l'analisi della variabilità regionale della spesa farmaceutica territoriale convenzionata (un panel ad effetti casuali). Si suggeriscono due prospettive di lettura: da un lato, la valutazione della significatività delle variabili esplicative; dall'altro, l'interpretazione della relazione funzionale stimata come possibile benchmark con cui chiedere alle Regioni di confrontarsi. Nel primo caso, emergono chiare indicazioni di policy: la rilevanza del reddito e quindi dei flussi di perequazione a sostegno dei LEA, ma anche l'importanza degli strumenti di regolazione lato offerta/domanda, e delle riforme pro concorrenziali della distribuzione al dettaglio. Poco significativo appare l'impatto dell'invecchiamento, la qual cosa dovrebbe far riflettere sul peso da assegnare a questa variabile nell'allocazione interregionale delle risorse oppure, nel caso in cui il risultato derivasse da razionamenti dell'offerta, sull'utilità di ripristinare vincoli di destinazione mirati su una selezione di prestazioni. Nel secondo caso, la relazione funzionale media può concorrere a dare concretezza a quel riferimento ai costi standard dei LEA presente anche nel recente disegno di legge applicativo dell'articolo 119 della Costituzione.
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