Le Note rappresentano la collana con il primo grado di approfondimento (5-20 cartelle). Non necessariamente legate al dibattito contingente, contengono preferibilmente ricapitolazioni dello "stato dell'arte" di una tematica, tramite sia la ricostruzione dell'evoluzione normativa, che la descrizione delle principali grandezze e, dove utili, i riferimenti ad altri contributi (teorici ed empirici) che, direttamente o indirettamente, toccano la stessa tematica. La finalizzazione sul piano di policy rimane in primo piano, e le Note possono contenere la prima versione di proposte di legge o di interventi settoriali, supportati da elaborazioni di statistiche, confronti internazionali, intuizioni derivanti dall'approccio multidisciplinare. La collana si presta anche alla pubblicazione di casi di studio e di risultati intermedi di progetti di medio-lungo periodo, che poi trovano definitiva sistematizzazione in un Quaderno o in un Rapporto.
| Nota CERM n. 3-2007, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno 11/2007 PDF, 468.1 Kb La riforma delle pensioni che ha introdotto il criterio di calcolo contributivo nozionale è già stata compiuta quando, nella sua relazione conclusiva del 1997, la Commissione "Onofri" incita la velocizzazione della sua entrata a regime e il tempestivo ed automatico aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante nozionale in rendita. La stessa Commissione sollecita lo sviluppo del pilastro privato sia per i lavoratori privati che per i pubblici.
E' utile, a distanza di dieci anni, ripercorerre quel documento: nonostante tanti progressi siano stati compiuti, le maggiori criticità sono rimaste insolute e l’Accordo Governo-Sindacati e il susseguente Ddl farebbero compiere addirittura passi indietro. Eppure, un progetto di riforma (quello contenuto nel Ddl), frutto di un tavolo che ha affrontato contemporaneamente gli interventi sulle pensioni e quelli sul mercato del lavoro, sugli ammortizzatori sociali, sui giovani e sulle donne (famiglia), avrebbe potuto/dovuto essere più coraggioso sui primi per poter proporre di più sui secondi. E sarebbe stata la maniera più costruttiva per il dialogo tra posizioni politiche e Parti Sociali. Non è troppo tardi per parlarne.
Nota CERM n. 2-07, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno 05/2007 PDF, 463.0 Kb Continua il dibattito sulla riforma delle pensioni e, contemporaneamente ma senza una visione organica delle varie componenti del welfare system, anche quello sulla riforma degli ammortizzatori del mercato del lavoro, sulla sanità e sulle altre voci di spesa assistenziale (famiglia, maternità, non autosufficienza economica, non autosufficienza psico-fisica, etc.). La Nota suggerisce di compiere un “passo indietro”, per una chiarificazione, condivisa tra parti politiche e sociali, dei diritti che un moderno sistema di welfare deve essere in grado di soddisfare. Ripartire dai principi di base, riscoprendoli, è importante per poter poi scegliere gli strumenti più adatti al loro perseguimento. Da un parte le prestazioni redistributive-assistenziali che, basate su un rapporto tra la comunità nazionale e il singolo, non possono non porre sullo stesso piano tutti i cittadini, egualmente depositari di diritti di cittadinanza. Dall’altra parte le prestazioni pensionistiche e assicurative che, poiché si rivolgono a predefinita platea di contribuenti, devono rispettare una connessione attuarialmente neutra con la storia contributiva, assumendo la configurazione di diritti economici soggettivi. Alla distinzione tra le due sfere dei diritti corrispondono strumenti economici con caratteristiche diverse, scelti alla luce di obiettivi da perseguire e vincoli da rispettare.
Nota CERM n. 1-07, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno 01/2007 PDF, 541.2 Kb La Nota argomenta l'importanza che il TFR non venga sottratto allo sviluppo del sistema pensionistico multipilastro. La Finanziaria-2007 rende possibile che parte degli accantonamenti vada al "fondo infrastrutture" gestito dallo Stato in conto tesoreria. Negli ultimi mesi, il dibattito ha visto circolare anche la proposta di destinarli a maggior contribuzione al pilastro pensionistico pubblico. Le due soluzioni sono, in realtà, molto più simili di quanto possa apparire a prima vista ed entrambe "svianti". Se ne spiegano le motivazioni, nel contempo descrivendo sinteticamente i vantaggi micro e macroeconomici della diversificazione tra pilastri. All'indomani della Finanziaria-2007 e in previsione dell'intervento sulle pensioni annunciato dal Governo per quest'anno, l'auspicio è quello di richiamare all'attenzione dell'agenda politica l'urgenza della trasformazione multipilastro.
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