Le Note rappresentano la collana con il primo grado di approfondimento (5-20 cartelle). Non necessariamente legate al dibattito contingente, contengono preferibilmente ricapitolazioni dello "stato dell'arte" di una tematica, tramite sia la ricostruzione dell'evoluzione normativa, che la descrizione delle principali grandezze e, dove utili, i riferimenti ad altri contributi (teorici ed empirici) che, direttamente o indirettamente, toccano la stessa tematica. La finalizzazione sul piano di policy rimane in primo piano, e le Note possono contenere la prima versione di proposte di legge o di interventi settoriali, supportati da elaborazioni di statistiche, confronti internazionali, intuizioni derivanti dall'approccio multidisciplinare. La collana si presta anche alla pubblicazione di casi di studio e di risultati intermedi di progetti di medio-lungo periodo, che poi trovano definitiva sistematizzazione in un Quaderno o in un Rapporto.
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Nota CERM n. 2-2008, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno 09/2008 PDF, 845.7 Kb I dati EUROSTAT (database online) consentono di confrontare, a parità dei poteri di acquisto, i prezzi alla pompa di benzina e diesel, nella parte industria e in quella fiscale. L’analisi comparativa rivela alcuni dati di fatto inequivocabili. La vera anomalia del mercato dei carburanti per autotrazione italiano risiede nei prezzi industria, che mantengono margini di ricavo troppo elevati lungo tutta la filiera e indipendenti dai cicli del petrolio. Nelle due recenti Segnalazioni del 2007, la AS379 e la AS436, l’Antitrust ha sottolineato le criticità della normativa che regola l’attività di distribuzione al dettaglio. Allo stato attuale e nonostante le riforme negli anni 1998-2001, la distribuzione mantiene forti rendite di posizione e amplifica i problemi di concorrenza a monte, a livello di produzione/raffinazione e stoccaggio/approvvigionamento (la logistica), molti dei quali trascendono le possibilità di intervento del Legislatore nazionale e si configurano come problemi di livello internazionale. Su questo quadro di sfondo, appaiono opportuni interventi di policy coordinati: (1) Alleggerimento dei vincoli amministrativi sull’apertura dei punti vendita e sui comportamenti degli operatori, mantenendo solo quelli necessari a perseguire l’interesse generale; (2) Miglioramento della compatibilità tra la normativa che disciplina la distribuzione dei carburanti e quella relativa alla grande distribuzione organizzata (GDO), che deve poter penetrare maggiormente sul mercato; (3) Rafforzamento di previsioni normative che obblighino le società petrolifere e i titolari dei servizi di logistica (nella maggior parte dei casi de facto coincidenti) a riservare a distributori non verticalmente integrati (la GDO o le cosiddette “pompe bianche”) una quota del prodotto raffinato e della capacità di approvvigionamento (schemi di product/service release); (4) Costituzione di un corpus normativo settoriale chiaro e omogeneo, in sostituzione di quello attuale, troppo frammentato tra Stato, Regioni e Province, e privo di indirizzi unitari su tematiche di interesse nazionale come la concorrenza e la qualità del servizio; (5) Previsione di soluzioni di unbundling, con separazione funzionale e societaria delle fasi in filiera, in alternativa a schemi di product/service release; ciò, in particolare, se dovessero perdurare le difficoltà dei distributori new enter non integrati ad approvvigionarsi a condizioni non discriminatorie. Se a questi snodi non saranno date risposte adeguate, sarà sempre troppo facile lamentarsi del ciclo internazionale del petrolio e del Fisco esoso.
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