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Note

Home  »  Pubblicazioni  »  Note  »  Gli interventi sulle pensioni nel Ddl di attuazione dell'accordo Governo-Sindacati del 27 Luglio 2007




Le Note rappresentano la collana con il primo grado di approfondimento (5-20 cartelle). Non necessariamente legate al dibattito contingente, contengono preferibilmente ricapitolazioni dello "stato dell'arte" di una tematica, tramite sia la ricostruzione dell'evoluzione normativa, che la descrizione delle principali grandezze e, dove utili, i riferimenti ad altri contributi (teorici ed empirici) che, direttamente o indirettamente, toccano la stessa tematica. La finalizzazione sul piano di policy rimane in primo piano, e le Note possono contenere la prima versione di proposte di legge o di interventi settoriali, supportati da elaborazioni di statistiche, confronti internazionali, intuizioni derivanti dall'approccio multidisciplinare. La collana si presta anche alla pubblicazione di casi di studio e di risultati intermedi di progetti di medio-lungo periodo, che poi trovano definitiva sistematizzazione in un Quaderno o in un Rapporto.
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Nota CERM n. 3-2007, di Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno
11/2007
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La riforma delle pensioni che ha introdotto il criterio di calcolo contributivo nozionale è già stata compiuta quando, nella sua relazione conclusiva del 1997, la Commissione "Onofri" incita la velocizzazione della sua entrata a regime e il tempestivo ed automatico aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante nozionale in rendita. La stessa Commissione sollecita lo sviluppo del pilastro privato sia per i lavoratori privati che per i pubblici.
E' utile, a distanza di dieci anni, ripercorerre quel documento: nonostante tanti progressi siano stati compiuti, le maggiori criticità sono rimaste insolute e l’Accordo Governo-Sindacati e il susseguente Ddl farebbero compiere addirittura passi indietro. Eppure, un progetto di riforma (quello contenuto nel Ddl), frutto di un tavolo che ha affrontato contemporaneamente gli interventi sulle pensioni e quelli sul mercato del lavoro, sugli ammortizzatori sociali, sui giovani e sulle donne (famiglia), avrebbe potuto/dovuto essere più coraggioso sui primi per poter proporre di più sui secondi. E sarebbe stata la maniera più costruttiva per il dialogo tra posizioni politiche e Parti Sociali. Non è troppo tardi per parlarne.



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