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Finanza Pubblica e Riforme  CERM Op-Eds

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Gli Editoriali sono contributi sintetici (1-5 cartelle) ma incisivi che, seguendo quanto più è possibile il tempo reale, commentano i principali temi economico-sociali, diventando anche l'occasione per schematiche ricapitolazioni dei termini del dibattito corrente e per identificare possibili soluzioni di policy. È questa la collana a maggior frequenza di pubblicazione e quella che, meglio delle altre, si presta a presentare ai media le posizioni maturate in CERM e a sollecitare commenti e interventi da parte dei lettori. Gli Editoriali vorrebbero essere una testata economico-sociale-politica online, in prospettiva aperta anche a contributi esterni. Il taglio tenta di rimanere il più possibile divulgativo, senza però perdere di rigore e facendo trasparire, laddove necessario, i fattori di complessità. Gli Editoriali sono utili a volgere in forma più fruibile al grande pubblico singoli aspetti selezionati da Note, Quaderni e Rapporti.
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Editoriale n. 4-2009 del 15/05/2009
Una salita annunciata
A commento della stima preliminare del Pil del primo trimestre 2009
Fabio Pammolli
Nicola C. Salerno
La peggior variazione tendenziale da trent’anni a questa parte: -5,9%. Se si esclude quella dell’ultimo trimestre 2008, per trovare la terza peggiore bisogna risalire al 1993, quando la riduzione fu di -1,0%. Combinata alla peggiore variazione congiunturale: -2,4 per cento. Se si escludono le ultime tre variazioni, per trovare la riduzione più significativa bisogna tornare indietro nell’ultimo trimestre del 1990, quando fu di -0,65%. La variazione già acquisita del Pil 2009 (i.e. quella su base annuale che si otterrebbe in presenza di variazioni congiunturali nulle nei restanti trimestri dell’anno), è del -4,6%.
La domanda è: quanto si riuscirà a recuperare nel resto dell’anno?
Ieri la BCE ha rivisto al ribasso le proiezioni di crescita di Eurolandia per il 2009, a -3,4%. Dal 1995, l’Italia ha mantenuto un gap medio di crescita rispetto all’Area Euro e all’UE-15 di 1 punto percentuale. Nel 2008, questo gap si è allargato all’1,7 rispetto all’Area Euro e al 2% rispetto all’UE-15, in entrambi i casi in aumento rispetto al 2007. Riproponendo queste proporzioni per il 2009, per l’Italia si ottiene una forchetta compresa tra il -4,4 e il -5,4%. Se così fosse, le recenti previsioni del Tesoro (nella Relazione Unificata si è indicato un -4,2%) , del FMI  (-4,4%), e della Commissione Europea (Spring Forecasts) si collocherebbero verso l’estremo inferiore.
Segnali di rallentamento della caduta stanno arrivando. I dati di Aprile della cassa integrazione ordinaria e straordinaria mostrano una riduzione del tasso di crescita delle ore richieste in copertura. Ma i livelli restano comunque alti: Aprile su Marzo, +30% l’ordinaria e +21% la straordinaria, mentre gli incrementi rispetto all’anno precedente restano a tripla cifra.

Il diapason è probabilmente alle spalle, ma si deve essere consapevoli che le proiezioni del Tesoro e del FMI, per quanto negative, scontano già un recupero significativo nella restante parte dell’anno, a partire già dal secondo trimestre.

La Germania, nel frattempo, ha rivisto la proiezione per il 2009 al -6%. Dal 1995, la crescita italiana ha mostrato un gap medio rispetto a quella tedesca di 0,5 p.p.. Nel 2007, prima della crisi, il gap è stato di 0,9 p.p., divenendo di oltre 2,3 p.p. nel 2008, anno della deflagrazione. Per fare meglio della Germania dobbiamo davvero impegnarci.

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