PROPOSTA RIFORMA ISTITUZIONALE – L’avvio del primo step di Procedura di Infrazione da parte della Commissione Europea (21/12/2005), riguardo la normativa regolante l’apertura e la conduzione delle farmacie, e la Segnalazione AS n. 326 dell’AGCM, che conferma le criticità sollevate dalla Commissione, contrastano con l’interpretazione che il Legislatore sta dando (schema di D. Lgs. n. 591/2005) della Sentenza della Corte Costituzionale n. 275 (24/07/2003), intervenuta proprio a proposito delle modalità di conduzione dell’esercizio farmaceutico. A partire da questa osservazione, si propone alla discussione una ipotesi di riforma istituzionale che estenda alle Autorità indipendenti la capacità di investire la Corte Costituzionale. Una ipotesi di questo genere era già adombrata nella Relazione Annuale dell’AGCM del 1995, e potrebbe essere oggi ripresa, valorizzando gli anni di esperienza maturati nel contesto istituzionale cui partecipano le Autorità. Cfr. Bozza di discussione per riforma istituzionale e, per le argomentazioni specifiche sul casus della distribuzione dei farmaci, Nota CERM n. 1-06. In particolare, si invita a riflettere su un aspetto posto in luce dal casus della distribuzione dei farmaci: il diverso "punto di vista" istituzionale della Corte Costituzionale e dell’AGCM che, in mancanza di vie formali di interazione, può tradursi in una contrapposizione di forma e sostanza giuridica, realizzando una sorta di "eterogenesi dei fini" (cfr. Nota CERM, n. 1-06 "Sommario" e "La valutazione della Corte Costituzionale e dell’AGCM" a pag. 7).