La Commissione della Salute delle regioni ha formulato un’ipotesi di accordo sulla mobilità sanitaria relativo al riparto del Fondo Sanitario 2018 dal valore di 4,64 mld di €. L’accordo, tuttavia, non è ancora stato ratificato dalla Conferenza delle Regioni che sta contestualmente individuando delle soluzioni per limitare il ricorso alla mobilità, per gli interventi che non siano di alta e media complessità, ai fini di salvaguardare la stabilità finanziaria delle Regioni maggiormente interessate al fenomeno della mobilità sanitaria passiva.
http://www.regioni.it/newsletter/n-3324/del-15-02-2018/fondo-sanitario-2018-bonaccini-raggiunto-laccordo-per-il-riparto-17704/

http://www.regioni.it/comunicato-stampa/2018/03/22/mobilita-sanitaria-saitta-non-e-stato-ancora-approvato-laccordo-555034/

L’accordo sul Riparto del Fondo Sanitario è stato raggiunto dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 15 febbraio, sulla quota indistinta di 110,1 miliardi di euro, poco meno di un miliardo di € in più rispetto al quello del 2017 che era di 109,2 miliardi di euro.

Complessivamente, incluse le quote vincolate sui farmaci innovativi, vaccini, premialità aggiuntiva e altre somme vincolate, il Fondo sanitario nazionale è di 113,4 mld di euro 0,8 mld in più rispetto ai 112,6 dell’anno precedente ma inferiore ai 114 mld di euro previsti dalla Legge di bilancio 2017 (si veda la Tabella 1).
Per maggiori approfondimenti
http://www.camera.it/leg17/465?tema=il_fabbisogno_sanitario

Riguardo alla mobilità sanitaria solo sette Regioni su 21 sono in attivo: Lombardia vanta crediti per 808,7 mln di euro, seguita dall’Emilia Romagna che ha crediti per 357,9 mln di euro, il Veneto con 161,4, la Toscana con 148,2, l’Umbria 19,1 e infine il Friuli con 4,5 mln di euro. Tutte le regioni del Mezzogiorno sono debitrici fuorché il Molise che, grazie all’I.R.C.C.S. Neuromed, vanta crediti da altre Regioni per 16,8 mln di euro. Le Regioni del Sud che hanno un debito maggiore nei confronti delle altre Regioni sono la Calabria con 319,5 mln di uro, la Campania 302,1 e il Lazio con 289,2 mln di euro. La situazione debitoria della Calabria appare tanto più grave se si osserva il debito pro-capite (vedi Tabella 2) che è di -162,1 euro il 142% della regione Basilicata che ha un debito complessivo di 38,3 mln di euro e 66,9 euro pro-capite e il 214% in più della Campania che è la seconda regione più indebitata in valore assoluto e la quarta in termini relativi con 51,6 euro dopo il Lazio 54,3.
http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=60080
La mobilità interregionale è pari all’8% per l’attività per Acuti in regime ordinario e diurno, al 15% per l’attività di riabilitazione in regime ordinario, al 10% per l’attività di riabilitazione in regime diurno, e al 5% per l’attività di lungodegenza. La dinamica è sostanzialmente stabile dal 2010 ad oggi.
Si veda in particolare il Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del servizio sanitario nazionale con particolare riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità approvato dalla 12^ Commissione Igiene e Sanità del Senato in data 10/01/2018
www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=01063787&part=doc_dc-allegato_a&parse=no&stampa=si&toc=no