CERM/La spesa sanita...

Il rapporto SaniRegio 2016 fornisce, in linea con le edizioni precedenti, il calcolo della spesa sanitaria standard delle singole Regioni attraverso la stima di una funzione di spesa in cui la distribuzione della popolazione per fasce di età rappresenta il driver principale dei fabbisogni standard determinati prendendo a riferimento la spesa standard di una o più regioni benchmark.

Diversamente dalle prime due edizioni e similmente a SaniRegio2015, il nuovo SaniRegio isola due componenti importanti della spesa storica: la quota di spesa relativa all’inefficienza tecnica, ovvero la percentuale di spesa riconducibile agli input in eccesso rispetto a quelli compatibili con una produzione efficiente degli attuali livelli di servizio; la quota di spesa attribuibile ai livelli – quantitativi e qualitativi – di output realizzati in misura superiore o inferiore rispetto ad un valore di output standard definito attraverso la stima di una funzione di domanda. Queste due componenti di spesa, se correttamente individuate, consentono di affiancare al calcolo dei coefficienti di riparto delle risorse del comparto sanitario, una misura del livello ottimale dei fondi pubblici oggetto del riparto.

Il rapporto è organizzato nel modo seguente: nella sezione 2 si richiama brevemente l’importanza dell’analisi dell’efficienza nel settore pubblico; nella sezione 3 si ripercorrono i punti salienti delle precedenti edizioni di SaniRegio per descrivere, poi, in modo più dettagliato le finalità di SaniRegio2016; nella sezione 4 si descrivono gli step metodologici che contraddistinguono l’analisi condotta in SaniRegio2016; i risultati sono riportati e discussi nelle sezioni 5 e 6 dedicate, rispettivamente, alla descrizione dei livelli di efficienza e di spesa. Nel capitolo 7, infine, si propone una prima disaggregazione spaziale dei livelli di domanda ed offerta sanitaria a livello comunale. Le conclusioni sono riportate nella sezione 8.

Citazione: Fabio Pammolli, Francesco Porcelli, Francesco Vidoli, Monica Auteri, Guido Borà