Il welfare system tra diritti economici soggettivi e diritti di cittadinanza

Continua il dibattito sulla riforma delle pensioni e, contemporaneamente ma senza una visione organica delle varie componenti del welfare system, anche quello sulla riforma degli ammortizzatori del mercato del lavoro, sulla sanità e sulle altre voci di spesa assistenziale (famiglia, maternità, non autosufficienza economica, non autosufficienza psico-fisica, etc.). La Nota suggerisce di compiere un “passo indietro”, per una chiarificazione, condivisa tra parti politiche e sociali, dei diritti che un moderno sistema di welfare deve essere in grado di soddisfare. Ripartire dai principi di base, riscoprendoli, è importante per poter poi scegliere gli strumenti più adatti al loro perseguimento. Da un parte le prestazioni redistributive-assistenziali che, basate su un rapporto tra la comunità nazionale e il singolo, non possono non porre sullo stesso piano tutti i cittadini, egualmente depositari di diritti di cittadinanza. Dall’altra parte le prestazioni pensionistiche e assicurative che, poiché si rivolgono a predefinita platea di contribuenti, devono rispettare una connessione attuarialmente neutra con la storia contributiva, assumendo la configurazione di diritti economici soggettivi. Alla distinzione tra le due sfere dei diritti corrispondono strumenti economici con caratteristiche diverse, scelti alla luce di obiettivi da perseguire e vincoli da rispettare.

Scritto da: Fabio Pammolli, Nicola C. Salerno