Il pilastro complementare a capitalizzazione in sanità: Tredici buone ragioni per i fondi aperti per il welfare

La spesa sanitaria è, all’interno del welfare system, quella che pone i più urgenti problemi di sostenibilità finanziaria. Senza interventi di policy e riforme strutturali, la sua tendenza fisiologica all’aumento di incidenza sul PIL si tradurrà inevitabilmente in restrizioni all’accesso e troncamenti della domanda di prestazioni. Al tema è dedicato il capitolo 2. del Rapporto CERM “La sanità in Italia” (di prossima pubblicazione nei tipi della collana AREL – Il Mulino), che presenta e confronta proiezioni di medio-lungo termine della spesa. Sullo stesso tema ritorna la Nota CERM “Sostenibilità e adeguatezza del modello di welfare”. Entrambi questi lavori sono allegati in calce al presente documento, costituendo parti di un unico progetto. Questa Nota sui fondi aperti di welfare parte dall’esigenza di rinnovare l’assetto di finanziamento della sanità, che non può rimanere integralmente a carico dei redditi da lavoro delle persone attive (la ripartizione o pay as you go), se si vogliono evitare effetti depressivi sull’occupazione, gli investimenti, la produttività, che, oltre che bloccare lo sviluppo economico, si ripercuoterebbero sulla stessa sanità con risorse disponibili sempre più scarse rispetto alle esigenze. È indubbio che l’assetto di finanziamento debba muovere verso il multipillar, affiancando al pay as you go un canale privato a capitalizzazione reale, in grado di valorizzare i risparmi, sostenere gli investimenti produttivi e generare risorse da dedicare alla finalità sanità. Meno chiari e ancora al centro di dibattito sono la strutturazione e il funzionamento concreto del pilastro di finanziamento privato. Questa Nota desidera avanzare una proposta operativa: il fondo aperto a capitalizzazione per il welfare, offrente prestazioni sia pensionistiche che sanitarie, operante attraverso l’accumulazione finanziaria dei contributi su conti individuali degli aderenti, e collegato con coperture assicurative collettive per i rischi sanitari maggiori e la non autosufficienza. Sono numerose la caratteristiche positive che questo strumento potrebbe esprimere, sia rispetto al monopillar pubblico, sia rispetto ad un multipillar in cui la componente privata si sostanziasse esclusivamente o principalmente di coperture di natura assicurativa in senso stretto. Si elencano queste caratteristiche e si sollecita un dibattito aperto e concludente.

Scritto da: Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno