Il mercato dei farmaci in Italia: l’illusione di riformare senza riforme

Per il terzo anno consecutivo, il Governo interviene con un decreto che, nel tentativo di contenere la spesa farmaceutica territoriale convenzionata, taglia in maniera generalizzata i prezzi di listino. L’insuccesso delle due identiche misure precedentemente adottate avrebbe dovuto far risaltare l’inefficacia di interventi “tampone” che, oltre a ritardare riforme strutturali necessarie sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda, complicano ulteriormente il groviglio di inefficienze e opacità tra le quali si dimena il mercato farmaceutico. Tutto ciò, tra l’altro, proprio nel momento in cui la trasformazione in senso federalista dell’assetto del sistema sanitario richiederebbe l’adozione di un corpus di regole coerenti ed economicamente fondate, sulla cui base definitivamente responsabilizzare le Regioni. Oltre che per queste ragioni, il decreto appare criticabile anche per le modalità con cui è valutato lo sfondamento della spesa rispetto al livello programmato, e per come i dettagli dell’intervento si posizionano all’interno della recente produzione normativa in materia sanitaria.

Scritto da: Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno