Se si analizzano le confezioni più vendute dei farmaci “C”, con e senza obbligo di prescrizione e over the counter (30 confezioni per ognuna di queste categorie), i margini di ricavo della distribuzione risultano quasi perfettamente allineati a quello stabilito ex-lege per i farmaci rimborsabili a livello del primo scaglione di prezzo e senza applicazione dello sconto obbligatorio del SSN.

In fascia “C”, in altri termini, sembra valere una perfetta proporzionalità al prezzo con aliquota unica e soggetta a un forte focal point effect. Malfunzionamenti ed inefficienze si trasferiscono dalla fascia “A” alla fascia “C”; con aggravio, perchè in “C” non c’è il controllo diretto dell’AIFA (per l’ammissione a rimborsabilità), non esistono scaglionamenti per fasce di prezzo e neppure gli sconti obbligatori al SSN. Eppure, l’efficienza della distribuzione dei farmaci “C” ha importanza equivalente a quella dei farmaci rimborsabili, ai fini sia della sostenibilità finanziaria che della sostenibilità sociale del sistema farmaceutico.

Le indicazioni di policy rimangono le stesse già rimarcate in precedenti lavori a proposito dei farmaci rimborsabili:

  • liberalizzare completamente l’apertura delle farmacie,
  • liberalizzare completamente i margini di ricavo,
  • permettere, come conseguenza, concorrenza à la Bertrand tra farmacie, i.e. concorrenza sul margine di ricavo da ciascuna richiesto per commercializzare i farmaci (sotto il vincolo del prezzo massimo al consumo per l’ammissione al rimborso).

E’ condizione imprescindibile affinché si sviluppi anche una proficua concorrenza a monte, tra produttori.

Scritto da: Fabio Pammolli, Gianluca Papa e Nicola C. Salerno