Citata una stima rapida del CeRM sugli effetti della revisione al ribasso del Pil sulla manovra correttiva

— PIL 2012 e CORREZIONE DEI CONTI PUBBLICI —

L’Ocse stima per l’Italia un Pil in arretramento di -0,5 p.p. nel 2012, contro il +0,6% inserito nell’ultima stima ufficiale nazionale, ovvero l’Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF, Settembre 2011).

Una minor crescita, rispetto a quanto incorporato nella manovra “Monti” in corso di approntamento, di 1,1 punti percentuali.

Si tratterebbe, se confermata nei fatti, di una contrazione repentina, che impatterebbe in modo significativo sulle misure che il Governo “Monti” si appresta a varare.

Per capire perché, è utile considerare, in prima approssimazione, le elasticità delle entrate e delle uscite così come rilevabili nell’ultimo Programma di Stabilità dell’Italia (PdS).

Negli esercizi di sensitività riportati nel PdS, l’elasticità delle entrate è pari a 1,2: se il Pil arretra di 1 p.p., le entrare arretrano di 1,2 punti.

L’elasticità delle uscite è pari a –0,04: se il Pil arretra di 1 p.p., le uscite arretrano di –0,04 p.p..

A parità di effetto complessivo che la manovra “Monti” si prefiggeva di ottenere con un Pil 2012 stimato a +0,6%, è necessario adesso considerare, per il 2012:

(A) minori entrate per (– 1,2 * 1,1 = 1,3 p.p.) del Pil 2011;
(B) maggiori spese per (0,04 * 1,1 = 0,044 p.p.) del Pil 2011.

Nella somma delle due componenti, l’impatto aggiuntivo richiesto alla manovra sarebbe dell’ordine di oltre 1,3 p.p. di Pil 2011.

Considerato che il Pil 2011 va a chiudersi a +0,7% sul 2010 (dato DEF), ovvero a 1.570 mld di Euro ca., la maggior correzione da compiersi (a parità di effetto target sul saldo di bilancio) sarebbe di oltre 20 mld di Euro sul 2012.

Se si ipotizzasse crescita piatta nel 2013 (crescita nulla sul 2012), rispetto alle previsioni della Nota di Aggiornamento DEF il Pil 2013 sarebbe inferiore di 1,5 p.p. (con calcolo in capitalizzazione composta della minor crescita 2012 su 2011 e 2013 su 2012).

Reiterando gli stessi calcoli fatti per il 2012, anche per il 2013 si prospetterebbe una maggior correzione dei conti pubblici per oltre 20 mld di Euro, a parità di target sinora implicito nella manovra “Monti”.

In sintesi, non è purtroppo irragionevole, almeno da questi pochi numeri, ritenere che la contrazione stimata per il Pil rischi di allontanare il target del pareggio di bilancio nel 2013 di oltre 40 miliardi di Euro (40 mld di Euro in due anni, 2012 e 2013).

Scritto da: Roberto Bagnoli