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Istituzioni, Finanza Pubblica e Crescita

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I Commenti sono brevi appunti (1-2 cartelle massimo) con cui CERM segue e commenta le principali notizie dell'attualità economica, finanziaria e sociale. Un contato diretto e quotidiano, con una duplice valenza: da un lato, uno stimolo riflessivo, di ispirazione per i lavori più strutturati (Editoriali, Note, Quaderni e Rapporti); dall'altro, l'occasione per collegare le posizioni maturate nei vari lavori al dibattito corrente, nel momento in cui quest'ultimo si focalizza (a ridosso di scelte parlamentari, di interventi governativi, di avvenimenti nazionali e internazionali). Una sintetica, ma fitta e incisiva, liason tra i lavori di CERM e l'attualità.
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Commento n. 12-2009 del 12/05/2009
Può bastare la Fiat?
Commento ai dati Istat sulla produzione industriale di Marzo
Fabio Pammolli
Nicola C. Salerno
Nelle ultime settimane sono state segnalate timide avvisaglie di inversione, sia pure lenta, del ciclo, che dovrebbero divenire più evidenti nei numeri del secondo trimestre ‘09. Anche il superindice dell’Ocse - termometro dell’impostazione a breve dell’economia - parrebbe preludere alla fine della caduta. Ma tra la fine della caduta e la ripresa, il passaggio non è automatico né certo nei tempi.
Il dato sulla produzione industriale di oggi, riferito a Marzo, ci richiama con i piedi per terra: corretta per i giorni lavorativi in calendario, la produzione è diminuita, Marzo ‘08 su Marzo ‘09, di quasi il 24 per cento. A doppia cifra anche la diminuzione Gennaio-Marzo ‘08 su Gennaio-Marzo ‘09: -21 per cento.
Sono dati in volume, non influenzati dal rientro dall’inflazione che si è avviato dalla fine dello scorso anno. Indicano una contrazione reale. Questo dato prolunga una serie che dura ormai da quasi un anno, dal -0,8 del tendenziale di Giugno ‘08 passando per valori sempre più negativi che non hanno sinora trovato soluzione di continuità. E la stessa dinamica di continua contrazione emerge dalle variazioni congiunturali mensili: con il -4,6 per cento di Marzo su Febbraio ‘09 si rimane sui massimi negativi da quando la crisi è iniziata.
È difficile, con questi dati alla mano, vedere la fine del tunnel, soprattutto perché le variazioni tendenziali e congiunturali peggiori sono quelle dei beni strumentali e dei beni intermedi, input per l’attività produttiva dei prossimi mesi.
Fortemente negativo (-30 per cento) il tendenziale per la fabbricazione dei mezzi di trasporto. Le speranza è che le recenti novità riguardanti il nuovo corso della Fiat e la joint-venture americana trascinino l’indotto e concorrano al rilancio di domanda e produzione a livello Paese. Ma potrà bastare? [fp&ncs]


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