CERM/Crescita e sostenibilità

Il rapporto SaniRegio 2017 fornisce, in linea con le edizioni precedenti, il calcolo della spesa sanitaria standard delle singole Regioni attraverso la stima di una funzione di spesa in cui la distribuzione della popolazione per fasce di età rappresenta il driver principale dei fabbisogni standard determinati prendendo a riferimento la spesa standard di una o più regioni benchmark.

Diversamente dalle prime due edizioni e similmente a SaniRegio2015, il nuovo SaniRegio isola due componenti importanti della spesa storica: la quota di spesa relativa all’inefficienza tecnica, ovvero la percentuale di spesa riconducibile agli input in eccesso rispetto a quelli compatibili con una produzione efficiente degli attuali livelli di servizio; la quota di spesa attribuibile ai livelli – quantitativi e qualitativi – di output realizzati in misura superiore o inferiore rispetto ad un valore di output standard definito attraverso la stima di una funzione di domanda. Queste due componenti di spesa, se correttamente individuate, consentono di affiancare al calcolo dei coefficienti di riparto delle risorse del comparto sanitario, una misura del livello ottimale dei fondi pubblici oggetto del riparto.

Il rapporto è organizzato nel modo seguente: nella sezione 2 si richiama brevemente l’importanza dell’analisi dell’efficienza nel settore pubblico; nella sezione 3 si ripercorrono i punti salienti delle precedenti edizioni di SaniRegio per descrivere, poi, in modo più dettagliato le finalità di SaniRegio2016; nella sezione 4 si descrivono gli step metodologici che contraddistinguono l’analisi condotta in SaniRegio2016; i risultati sono riportati e discussi nelle sezioni 5 e 6 dedicate, rispettivamente, alla descrizione dei livelli di efficienza e di spesa. Nel capitolo 7, infine, si propone una prima disaggregazione spaziale dei livelli di domanda ed offerta sanitaria a livello comunale. Le conclusioni sono riportate nella sezione 8.

Citazione: Fabio Pammolli, Francesco Porcelli, Francesco Vidoli, Monica Auteri, Guido Borà



Il Jobs Act ha davvero trasformato le regole sul lavoro? La discontinuità, certo, c’è stata. Ma una riflessione è necessaria. A imporla, sono cambiamenti epocali nella tecnologia e nella demografia.

La narrativa e il confronto si sono polarizzati sulla disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si è rimarcata la distinzione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente, sono stati allentati i limiti dell’obbligo di reintegrazione in caso di licenziamento per i nuovi dipendenti, si è dato un giro di vite ai contratti di lavoro parasubordinato, i vecchi contratti a progetto.

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Citazione: Fabio Pammolli



La lettera della Commissione Europea al governo italiano riflette una preoccupazione fondata, contiene una contraddizione, e rivela la necessità, per Bruxelles, di rivedere regole e strumenti di lavoro. La preoccupazione è quella per un Paese con alto debito pubblico, bassa crescita e rinnovata incertezza sul fronte politico e istituzionale. Rimane difficile, però, ed è qui la contraddizione, cogliere il nesso tra questa preoccupazione e rilievi che si concentrano invece sui decimi di punto percentuale.

Citazione: Fabio Pammolli



Entro il 20 ottobre il governo presenterà il disegno di legge di Bilancio, la vecchia Legge Finanziaria.

Al netto di eventuali flessibilità aggiuntive, la cornice contabile è chiara. Dovremo conciliare due obiettivi apparentemente contrastanti: continuare nella riduzione graduale del deficit e del rapporto debito pubblico/Pil, ma anche dare corpo a una politica fiscale espansiva, che di impulso agli investimenti e riduca il carico fiscale sull’impresa e sul lavoro

Citazione: Fabio Pammolli



L’aumento dell’aspettativa di vita, la riduzione dei tassi di fertilità e la scarsa crescita rischiano di rompere il patto tra generazioni. Vanno assicurati contributi più leggeri per gli italiani under 25.

Citazione: Mauro Marè, Fabio Pammolli



Saniregio2015 fornisce un’analisi della spesa sanitaria corrente delle singole Regioni italiane. Introduciamo un meccanismo di calcolo del fabbisogno standard basato sulla stima di una funzione di spesa, un modello empirico derivato dalla funzione di costo dei servizi sanitari, che vede come variabile dipendente la spesa storica corrente di ogni Regione e tra i principali driver del fabbisogno variabili di contesto socio-economico, con un ruolo fondamentale giocato dalla numerosità e dalla composizione per età della popolazione residente. Tra le principali novità metodologiche di Saniregio2015, oltre alla popolazione, tra i principali driver dei fabbisogni standard, sono state inserite due variabili che misurano la quota di spesa riconducibile all’adeguatezza dei servizi erogati e all’efficienza con cui questi ultimi sono stati prodotti.

L’analisi s’inserisce nel recente dibattito sull’evoluzione del processo di calcolo dei fabbisogni e costi standard del comparto sanitario. Dibattito animato dalla necessità di aggiornare la procedura di calcolo prevista dal d.lgs. 68/2011 in modo da tenere conto, oltre che della struttura della popolazione, anche dei livelli di efficienza e di appropriatezza raggiunti da ogni Regione nell’offerta dei servizi sanitari come indicato dall’Art. 1 comma 601 della l. 190/2014. A tal fine, l’analisi sviluppata in Saniregio2015, nonostante presenti gli stessi obiettivi e utilizzi, in gran parte, la stessa base dati delle versioni precedenti di Saniregio, risulta notevolmente ampliata nel ventaglio dei risultati e delle tecniche econometriche impiegate.

Citazione: Fabio Pammolli - Francesco Porcelli - Francesco Vidoli - Guido Borà



Seminario a porte chiuse Crusoe e CERM su

“Il risanamento della finanza pubblica: vincoli esterni, soluzioni nazionali”

Roma, 19 maggio 2015
Palazzo de Carolis
UniCredit – via Lata, 3

PROGRAMMA
14:00 Welcome Coffee
14:20-14:30 Apertura lavori
Chairman Edoardo Narduzzi

14:30-14:50 Keynote speech
Il risanamento della finanza pubblica negli ultimi 30 anni:cosa abbiamo imparato?
Giuliano Amato

14:50-15:10 Il rientro dal debito: il quadro europeo dopo la Grecia
Stefano Micossi
15:10-15:30 È possibile una strategia di rientro dal debito in Italia?
Mauro Marè e Alfredo Macchiati

15:30-17:00 Interventi programmati e dibattito
Guido Tabellini
Maria Cannata
Flavio Valeri
Yoram Gutgeld
Fabio Pammolli
17:00 Conclusioni
Pier Carlo Padoan



Il prossimo 15 dicembre, alle ore 15.30, presso il Ministero della Salute, nella sala della Biblioteca, si terrà un importante dibattito a porte chiuse su una delle sfide chiave per la nostra società, chiamata ad affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione, della sostenibilità dei conti pubblici e del rinnovamento del modello di finanziamento del sistema di welfare per gli anziani e al servizio dei cittadini. Il seminario tocca una tematica di profondo interesse ed è organizzato da Fondazione CERM e Crusoe.

La discussione sarà guidata da un intervento del massimo esperto mondiale di finanziamento dei sistemi pensionistici e sanitari, di contabilità intergenerazionale, Laurence J. Kotlikoff, della Boston University.

Dopo la relazione d’apertura del Prof. Laurence Kotlikoff, e prima del dibattito, sono previsti gli interventi del Prof. Fabio Pammolli, Presidente della Fondazione CERM, docente e founding director di IMT Alti Studi Lucca, membro del Comitato scientifico per l’indirizzo dei metodi e delle procedure per il monitoraggio della riforma del mercato del lavoro e il Prof. Mauro Maré, Professore presso l’Università della Tuscia e presidente di Mefop, la società del Ministero dell’Economia sui Fondi Pensione.

Come disegnare il welfare e l’assetto di finanziamento della sanità del futuro? Quali prospettive e quali soluzioni per conciliare la riduzione della pressione fiscale e l’adeguatezza della copertura pubblica della spesa per assistenza e sanità? Quale ruolo per il pilastro di finanziamento privato? Questi alcuni degli interrogativi a cui i relatori cercheranno di dare risposte, animando il dibattito.

Laurence J. Kotlikoff, esperto di fama mondiale in contabilità generazionale e sulla sostenibilità dei sistemi di welfare, è stato consulente di vari istituti: il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Banca d’Italia, l’Istituto di Harvard per lo Sviluppo Internazionale, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, il Ministero delle Finanze svedese, il Ministero dell’Economia norvegese, la banca centrale del Giappone, la Banca d’Inghilterra, e i governi di svariati Paesi: Russia, Ucraina, Bolivia, Bulgaria, Nuova Zelanda. Kotlikoff è stato membro o consulente dell’Ufficio di Gestione e Bilancio, del Dipartimento dell’Istruzione e del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, del Comitato Congiunto per le Imposte dello Stato del Massachusetts, del Consiglio statunitense di assicurazione sulla vita, di Merrill Lynch e altre grandi aziende americane.

Kotlikoff è professore alla Boston University, membro dell’Accademia delle Arti e delle Scienze degli Stati Unit, membro della Econometric Society, ricercatore associato del National Bureau of Economic Research, direttore del Centro di Analisi Fiscale. Il professor Kotlikoff si è laureato in Economia presso l’Università della Pennsylvania nel 1973 e ha conseguito il Ph.D in Economia alla Harvard University nel 1977.

Laurence Kotlikoff è stato consultato come esperto in varie occasioni per le commissioni del Congresso USA, tra cui la commissione finanze del Senato, il Comitato delle risorse della Camera, e il Comitato economico congiunto.



In Italia, l’aliquota di contribuzione obbligatoria al sistema pensionistico pubblico per il lavoro dipendente è alta, il 33% della retribuzione annua lorda, di cui 8-9 punti percentuali a carico del lavoratore e 24-25 punti a carico dell’impresa. La maggior parte del cuneo sul lavoro dipendente (differenza tra costo del lavoro per l’impresa e retribuzione netta per il lavoratore) è costituita dai contributi pensionistici (oltre il 70% del totale).

Una contribuzione così elevata è all’origine, assieme al processo d’invecchiamento della popolazione, dell’altrettanto alta incidenza sul Pil della spesa per le pensioni: oltre il 15% nel 2015, per poi ripiegare a circa il 14,5% nel 2030, risalire al 15,5% nel 2050, e infine iniziare a convergere verso il 14% per il 2060.

Citazione: Mauro Marè e Fabio Pammolli



SaniMod-Reg 2012-2030 unisce quattro lavori importanti per il dibattito di policy. Quattro aspetti che per la prima volta si ritrovano affrontati assieme e correlati: 1) Il benchmarking tra Sistemi Sanitari Regionali (“Ssr”) e l’individuazione degli standard nei profili di spesa pro-capite per fasce di età delle Regioni più virtuose; 2) Le proiezioni a medio-lungo termine della spesa standard e della spesa lorda delle inefficienze; 3) Le proiezioni a medio-lungo termine del finanziamento, secondo l’ipotesi che a regime tutte le Regioni (incluse quelle a statuto speciale) concorrano alla copertura integrale della spesa standard con una quota omogenea del loro Pil (“egual sacrifico proporzionale”); 4) La quantificazione dettagliata, sia in percentuale del Pil che in Euro assoluti, di: spesa regionale standard e lorda delle inefficienze; concorso al finanziamento da parte di ciascuna Regione; flussi di redistribuzione territoriale che derivano dalla combinazione della regola di standardizzazione della spesa e della regola di finanziamento.

Citazione: Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno